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Anfitrione (Plauto)
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Lmwbq'mwbgmwbwAnfitrione (mwcain greco antico Ἀμφιτρύων?, Amphitrúōn) è una mwcqcommedia, in cinque atti e un prologo, scritta dall'autore latino mwcgPlauto presumibilmente verso la fine del III secolo a.C. e rappresentata, con molta probabilità, nel mwcw206 a.C.
L'opera trae il titolo da uno dei protagonisti, il comandante dell'esercito tebano mwdqAnfitrione, mentre gli altri personaggi sono gli dei mwdgGiove e mwdwMercurio, i mortali mweaAlcmena e Sosia, rispettivamente moglie e servo di Anfitrione, oltre a due personaggi di contorno: il pilota Blefarone e la serva Bromia.
Di solito le commedie rappresentavano fatti riguardanti personaggi popolari, non divinità o soggetti mitici, di cui si occupava invece la tragedia; per questo motivo lo stesso poeta definisce nel mwewprologo, per bocca di Mercurio, la sua opera una mwfamwfqtragicommedia.
Il testo a noi pervenuto presenta lacune nel IV atto, del quale ci rimangono una cinquantina di versi.
Contents
• Trama
• Prologo
• I atto
• II atto
• III atto
• IV atto
• V atto
• Note
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Temi della commedia
Il tema principale è sicuramente relativo all’importanza che avevano gli dei nel mondo degli antichi rispetto ai mortali. Mercurio e Giove, infatti, fanno si che il desiderio di quest’ultimo venga esaudito, cioè di dormire con Alcmena. Si nota come la figura della divinità sia superiore agli uomini e che possa fare ciò che vuole.
Un altro tema è quello della tragicommedia. Troviamo, infatti, la parte della tragedia/il dramma nella descrizione del dolore di Alcmena, che è disperata per aver passato una notte con un altro uomo che non fosse il suo Anfitrione. La parte della commedia si trova, invece, nei vivaci scambi di battute tra Mercurio e Sosia, il quale addirittura arriva, verso la fine, a dubitare della sua identità.
Infine, si trova il tema della mwlavirtus romana. Questo tema tratta dell’eroe (mwlqvir) e del suo valore; Alcmena, dopo aver scoperto dell’imminente partenza di suo marito per andare in guerra, lascia da parte il suo dolore poiché sa che Anfitrione partirà per fare una cosa onorevole.
Trama
Argomento
Nei testi manoscritti di cui si dispone, lmwmq'mwmgAmphitruo si apre con due mwmwargumenta di mano non plautina, aggiunti all'opera successivamente alla morte dell'autore. Essi riassumono in breve il contenuto dell'intera rappresentazione evidenziandone gli antefatti, lo svolgimento e l'epilogo; il secondo mwnaargumentum si presenta sotto la caratteristica forma dell'mwnqacrostico, presente anche negli argomenti di altre opere plautine:
(latino)
«
A
more captus Alcumenas Iuppiter
M
utauit sese in formam eius coniugis
P
ro patria Amphitruo dum decernit cum hostibus.
H
abitu Mercurius ei subseruit Sosiae:
I
s aduenientis seruum ac dominum frustra habet.
T
urbas uxori ciet Amphitruo: atque inuicem
R
aptant pro moechis. Blepharo captus arbiter
V
ter sit non quit Amphitruo decernere.
O
mnem rem noscunt; geminos Alcumena enititur.»
(italiano)
«Giove, preso d'amore per Alcmena, ha assunto le sembianze del marito di lei, Anfitrione, mentre costui combatte contro i nemici della patria. Gli dà manforte Mercurio, travestito da Sosia; egli si prende gioco, al loro ritorno, del servo e del padrone. Anfitrione fa una scenata alla moglie; e i due rivali si danno l'un l'altro dell'adultero. Blefarone preso come arbitro, non può decidere quale dei due sia Anfitrione. Poi si scopre tutto; Alcmena dà alla luce due gemelli.»
(Amphitruo, secondo argomento, vv. 1-9; trad. di Mario Scandola, Anfitrione, BUR.)
Prologo
Mercurio, nei panni di Sosia, sta sorvegliando la dimora di Anfitrione, dove Giove, nei panni di quest'ultimo, consuma il suo amore con Alcmena; anche la notte viene allungata fino a durare tre giorni interi, per permettere al dio di giacere di più con la donna e concepire con lei un figlio. Intanto il vero Anfitrione, sbarcato a mwogTirinto dopo la vittoriosa spedizione contro i Teleboi, invia il vero Sosia presso la sua dimora perché narri ad Alcmena le imprese del suo valoroso padrone.
I atto
Sosia giunge davanti al palazzo di Anfitrione, ma Mercurio, ancora con le sue sembianze, gli impedisce di entrare: i due vengono presto alle mani, e il dio prevale nettamente sulla codardia del servo. Alla fine Mercurio convince Sosia, a suon di schiaffi, di essere il vero Sosia: al povero servo, che ormai si crede un impostore, non resta che tornarsene confuso da Anfitrione. Intanto Giove si congeda da Alcmena, dicendo di dover tornare alla guida delle sue truppe.
II atto
Insospettito dal racconto di Sosia, Anfitrione si precipita al palazzo, dove Alcmena gli si mostra poco affettuosa; di fronte alle sue insistenze, ella sostiene di aver giaciuto con lui fino a poco prima. Il condottiero l'accusa allora di adulterio, ma ella reagisce con sdegno e caccia in malo modo marito e servo. I due vanno allora in cerca di Naucrate, cugino di Alcmena e commilitone di Anfitrione, perché testimoniare che quest'ultimo non si sia mai mosso dal suo accampamento.
III atto
Offesa, Alcmena minaccia di andarsene di casa, ma sopraggiunge Giove, ancora nei panni di Anfitrione; con mille moine, il dio la convince a perdonare il marito, tanto che perfino il vero Sosia constata la pace tra moglie e marito. Sul finire dell'atto, in un monologo, Mercurio si vanta dell'intrigo teso ai mortali: il discorso serve anche a chiarire al pubblico l'ingarbugliato intreccio che si è creato.
IV atto
Anfitrione, che non è riuscito a trovare Naucrate, torna a palazzo, ma viene malamente accolto da Mercurio, nelle sembianze di Sosia, che finge di non riconoscerlo e lo tratta come un impostore: questo serve a coprire Giove, che approfittando della sua assenza è tornato a bearsi di Alcmena. Il testo si interrompe mentre Mercurio gioca un tiro mancino ad Anfitrione rovesciandogli addosso una secchiata d'acqua: è probabile che a questo punto intervenisse un personaggio spesso citato ma ancora non apparso, l'indovino mwqwTiresia, che con versi sibillini avrebbe preannunciato a Sosia o ad Anfitrione il prodigio che sta per accadere. Manca anche l'ingresso di Blefarone e gran parte della sua scena.
V atto
Blefarone non è riuscito a riconoscere il vero Anfitrione tra i due contendenti. D'improvviso Giove rientra nel palazzo, annunciando che Alcmena è incinta e, prodigiosamente, sta per partorire. Dal palazzo esce infatti la serva Bromia, la quale racconta che, mentre Alcmena stava partorendo, il palazzo è stato colpito da un fulmine che ha riempito la stanza di bagliori dorati. La donna ha dato alla luce due gemelli, uno figlio di Anfitrione e l'altro di Giove: quest'ultimo, Ercole, ha subito mostrato la sua forza strozzando due serpenti inviati da Giunone, gelosa per l'ennesima scappatella del marito. Anfitrione si dichiara onorato di aver condiviso sua moglie col padre degli dei; questi, alla fine, interviene come mwrgdeus ex machina e chiede al sovrano di perdonare sua moglie, la quale, credendo di essersi concessa al proprio marito, ha agito in buona fede. Anfitrione acconsente e invita il pubblico ad applaudire.
Commedia degli equivoci
Amphitruo è un classico esempio di quella che viene chiamata mwsqcommedia degli equivoci, basata sulla confusione, in questo caso creata tra i personaggi umani e le divinità che ne hanno assunto le sembianze. Segue questo esempio di commedia degli equivoci anche la commedia plautina dei mwsgMaenechmi (i mwswMenecmi)cite-ref-2[2].
La somiglianza tra gli attori che dovevano rappresentare due personaggi, l'uno la copia dell'altro, era resa con delle parrucche e degli accessori e forse aiutata dalle maschere.
Differenti sono, in questo caso, i pareri tra gli studiosi. Le maschere erano sicuramente utilizzate nel mwugteatro greco, mentre forse non erano adatte al teatro plautino, che faceva grande affidamento sulla mimica facciale.
La differenza tra il dio e l'uomo era ben visibile comunque allo spettatore: all'attore che impersonava Mercurio spuntavano due ali dal cappello, mentre Giove era munito di una treccia d'oro (il pubblico ne era stato avvertito nel prologo).
Note
cite-note-11. ↑ mwwgmwwwtreccani.it, mwxahttps://www.treccani.it/vocabolario/sosia/mwxq Titolo mancante per url mwxgurl (aiuto).
cite-note-22. ↑ mwzamwzqmwzgPlauto - Menaechmi: trama e caratteristiche della commedia plautina, su mwzwSkuola.net - Portale per Studenti: Materiali, Appunti e Notizie. mwaaURL consultato il 15 luglio 2024.
Collegamenti esterni
• mwbaGriglia di comprensione e analisi di un testo letterario di tipo teatrale, su web.tiscalinet.it.
• mwbgRecensione dello spettacolo "Anfitrione" di Pambieri su Whipart.it, su lnx.whipart.it. URL consultato il 2 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).